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Consuetudini e usi nel rapporto di lavoro subordinato 
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                         INDICE-SOMMARIO

Prefazione di Edoardo Ghera                                         V
                          INTRODUZIONE
1.    Piano dell'indagine                                           1
2.    Il metodo                                                     6
                           Capitolo I
                CONSUETUDINI E RAPPORTO DI LAVORO
1.    La consuetudine: premesse generali                           11
2.    La locatio conductio: una fattispecie senza regole           13
3.    La consuetudine nei rapporti di locazione agraria. La
      locatio conductio rei e il ruolo delle crisi agrarie nei
      rapporti tra dominus e colono. La remissio mercedis: un
      esempio arcaico di uso aziendale?                            17
4.    Dalla schiavitu' alla locazione dei servigi. Il ruolo della
      consuetudine nelle corporazioni medioevali dove la
      produzione delle regole del lavoro e' affidata ai soggetti
      che detengono il potere economico ed e' finalizzata alla
      protezione degli interessi della categoria                   20
5.    Il ruolo degli usi locali o della piazza o dell'azienda nel
      nuovo contesto della rivoluzione industriale. Le
      consuetudini nella materia del lavoro ripetono le
      disuguaglianze di classe tra padroni e operai                24
6.    Le magistrature industriali: i Probiviri                     26
7.    Il regolamento di fabbrica come fonte negoziale di
      disciplina del rapporto di lavoro e il conflitto tra
      regolamento interno e consuetudine                           30
8.    Le consuetudini locali e gli usi della fabbrica nella
      giurisprudenza probivirale sul contratto di lavoro           35
9.    Le consuetudini nelle sentenze probivirali: assunzione in
      servizio e periodo di prova                                  37
10.  (Segue): la sospensione del rapporto di lavoro e lo
      sciopero                                                     38
11.  (Segue): il licenziamento con preavviso                       41
12.  (Segue): il licenziamento in tronco e per scadenza del
      termine                                                      42
13.  (Segue): le modalita' di comunicazione del
      licenziamento                                                43
14.   Il benservito                                                44
                          Capitolo II
            LA CONSUETUDINE: INDISTINZIONE (RELATIVA)
                TRA USI NORMATIVI E USI NEGOZIALI
                            SEZIONE I
                            LA TEORIA
1.    Il ruolo suppletivo delle consuetudini locali e l'art. 1124
      c.c. del 1865. La funzione delle Camere di commercio nella
      disciplina del rapporto d'impiego fino al R.D.L. del 13
      novembre 1924 n. 1825                                        45
2.    Usi normativi e contratto di lavoro: l'art. 17 della legge
      sull'impiego privato                                         48
3.    Dalla reformatio in peius delle consuetudini piu'
      favorevoli all'art. 2078 del c.c.                            52
4.    La funzione livellatrice del contratto collettivo
      corporativo                                                  55
5.    Gli usi prima della unificazione legislativa del
      1942                                                         57
      5.1.  (Segue): gli usi nella moderna codificazione           62
6.    (Segue): la distinzione strutturale e funzionale tra usi
      negoziali e usi normativi nelle contrapposte opinioni della
      moderna dottrina civilistica                                 63
      6.1.  L'ambiguo ruolo della volonta' delle parti             65
                           SEZIONE II
                        LE APPLICAZIONI
7.    Usi aziendali e clausole d'uso. Un approccio
      empirico                                                     74
8.    La natura giuridica degli usi aziendali e la giurisprudenza
      preterlegale de gli anni '80. Gli usi aziendali,
      riconducibili alla categoria degli usi negoziali e non a
      quella degli usi normativi, per esplicare la loro efficacia
      integrativa non debbono necessariamente interessare la
      generalita' delle aziende di un settore, essendo
      sufficiente l'affermazione di essi anche presso una sola
      azienda o soltanto presso una pluralita' di dipendenti.
      Rilievi critici                                              78
9.    Il meccanismo d'integrazione del contratto individuale e il
      meccanismo derogatorio. Gli usi aziendali, al pari delle
      clausole d'uso, devono considerarsi inseriti, ai sensi
      dell'art. 1340 c.c. non gia' nel contratto collettivo,
      bensi' in quello individuale di cui integrano il contenuto
      in senso modificativo, purche' in melius                     83
10.   Gli usi aziendali tra usi normativi, usi negoziali e usi
      individuali nella prima formulazione della dottrina
      lavoristica italiana                                         85
                          Capitolo III
              USI AZIENDALI E CONTRATTO DI LAVORO:
                 LA DIMENSIONE INTERINDIVIDUALE
1.    Il problema della qualificazione giuridica del
      comportamento unilaterale e reiterato adottato dal datore
      indipendentemente da un obbligo giuridico preesistente. Il
      discutibile indice della continuativita' e
      predeterminatezza del trattamento economico e il ruolo
      della giurisprudenza                                         91
2.    (Segue): la ricerca del fondamento giuridico della
      obbligatorieta' delle prestazioni spontanee. La donazione
      rimuneratoria o per speciale riconoscenza e le liberalita'
      d'uso                                                        95
3.    La continuita' e la predeterminatezza quali indici
      presuntivi della obbligatorieta' della attribuzione. La
      stabilizzazione degli effetti della condotta datoriale nei
      confronti dei destinatari presuppone una indagine sulla
      causa (liberale o onerosa) della attribuzione               101
4.    Il comportamento tacito. Automaticita' degli effetti o
      rilevanza della volonta' delle parti?                       104
5.    I presupposti per la rilevanza giuridica della pratica di
      fatto                                                       107
6.    La mera reiterazione del comportamento. Un esempio: la
      sentenza 30 marzo 1994, n. 3134                             109
                          Capitolo IV
              USI AZIENDALI E CONTRATTO DI LAVORO:
                    LA DIMENSIONE COLLETTIVA
1.    Il contributo di Stefano Liebman e la svolta degli anni
      '90                                                         115
2.    (Segue): la sentenza 6 novembre 1996, n. 9690               118
3.    Dimensione collettiva e rappresentanza di interessi         122
4.    Gli effetti della prospettiva collettivo-sindacale          126
5.    La prospettiva collettiva nella dottrina degli anni
      sessanta e settanta                                         130
6.    Il ruolo della giurisprudenza e l'incertezza sul referente
      normativo                                                   133
7.    La promessa al pubblico. I limiti della soluzione           136
8.    L'insussistenza del principio di parita' di trattamento nel
      nostro ordinamento giustifica la coesistenza di trattamenti
      differenziati purche' giustificati                          138
9.    Gli usi aziendali e l'effetto di parificazione              140
10.   Usi aziendali e buona fede                                  144
11.   Conclusioni                                                 146
Bibliografia                                                      153

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